L'enigma di "Stirpe": tra eredità colpevoli e acque che ricordano

L'appuntamento dello scorso 20 agosto 2026 con I Fiumi di Jane, il programma ideato e condotto da Paolo Russo, ha segnato uno dei momenti più intensi e suggestivi della stagione radiofonica (e podcast) di quest'anno. La puntata, intitolata La maledizione di stirpe, ha affrontato un tema complesso e affascinante: come il peso delle colpe, dei segreti e delle eredità familiari finisca per scorrere nel tempo proprio come la corrente di un fiume, plasmandone il corso e travolgendo chi viene dopo.
Paolo Russo costruisce una narrazione avvolgente, muovendosi con maestria tra allegoria geografica e approfondimento psicologico.
Non è casuale che a guidare questo percorso sia Paolo Russo, psicoterapeuta e presidente dell'associazione culturale I Fiumi di Jane. Nel suo lavoro radiofonico, mito, poesia e psicologia diventano linguaggi attraverso cui interrogare i legami familiari, la memoria e quei contenuti emotivi che possono attraversare le generazioni.
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Il fiume come metafora del tempo: L'acqua non pulisce soltanto, ma trasporta. Nella visione proposta da Russo, le generazioni successive si trovano spesso a navigare in acque già contaminate dagli errori degli avi.
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La "colpa ereditata": La puntata analizza il concetto di "maledizione" affrancandolo dalla pura superstizione folk; la maledizione della stirpe diventa il trauma non risolto, il non-detto familiare che si trasforma in un destino apparentemente ineluttabile.
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Tono e atmosfere: Il marchio di fabbrica di I Fiumi di Jane si riconferma nella cura del paesaggio sonoro, dove il racconto parlato si fonde con una selezione musicale malinconica, quasi fluviale, capace di restituire il senso di inevitabilità e di scorrimento del tempo.
È proprio nell'incontro tra psicologia, poesia e lettura della società che si riconosce l'identità de I Fiumi di Jane: non soltanto una trasmissione radiofonica, ma un progetto culturale che nasce dall'omonima associazione e ricerca linguaggi diversi attraverso cui riportare al centro la persona, le relazioni e la complessità dell'esperienza umana.
In questa trasmissione del 20 agosto, Russo non si limita a raccontare una storia, ma invita chi ascolta a interrogarsi sulle proprie radici: siamo davvero liberi di scegliere la nostra direzione, o stiamo soltanto seguendo l'alveo già scavato da chi ci ha preceduto? Un'ora di grande narrazione che conferma il programma come uno degli spazi di approfondimento culturale più evocativi del panorama attuale.
